I legali dei presunti assassini di Basile
hanno presentato la lista in previsione
del processo contro Colitti junior
al via il 13 maggio. Ottantatre i testimoni,
ma la difesa punta molto sulle perizie
30 Aprile 2010
Tratto dal Sito Internet
www.lecceprima.it
Sono ottantatré le persone chiamate a deporre davanti ai giudici per dimostrare l’innocenza di uno dei presunti assassini di Peppino Basile, il 19enne Vittorio Colitti junior. Nelle scorse ore gli avvocati difensori Francesca Conte e Roberto Bray hanno depositato la loro lista di testimoni, in previsione del processo che prenderà il via il prossimo 13 maggio davanti ai giudici del Tribunale per i minorenni. L’aveva già annunciato la difesa che la schiera di persone che avrebbero chiamato a sfilare in udienza sarebbe stata particolarmente lunga. Tra questi, compaiono molti residenti della zona di via Nizza, vicini di casa sia di Basile che dei Colitti; la moglie del defunto consigliere; il parroco don Stefano Rocca, e ancora gli amici di vecchia data di Peppino.
Tutti chiamati a riferire sui rapporti che intercorrevano tra la famiglia dei presunti assassini e Basile, al fine di dimostrare come le inimicizie paventate dagli inquirenti siano in realtà prive di fondamento. Nella lista compaiono anche molti appartenenti alle forze dell’ordine, sia dei carabinieri che della polizia, i quali probabilmente saranno chiamati a deporre anche dall’accusa. Ma soprattutto si punta sulle due consulenze di parte: quella dell’ex comandante dei Ris di Parma Luciano Garofano, e della dottoressa Laura Volpini, docente di Psicologia forense all’università “La Sapienza “di Roma. Le loro perizie, a detta della difesa, mineranno le fondamenta del quadro accusatorio.
L’ex colonnello si è occupato di ricostruire della scena del crimine, sostenendo come sia stata irreparabilmente inquinata al momento del delitto. La docente invece si è occupata di valutare l’attendibilità della bambina che ha confessato agli inquirenti di aver assistito all’omicidio riconoscendo i Colitti, nonno e nipote, come gli autori. Secondo la consulente, le dichiarazioni della piccola non potrebbero avere una valenza probatoria.
Secondo la Volpini, nel corso dell’ascolto rivelatore del 29 ottobre alla presenza del pubblico ministero Filoni la piccola sarebbe stata sentita senza gli opportuni accorgimenti che vengono di norma utilizzati per i minori. L’attendibilità delle risposte sarebbe stata compromessa anche dal fatto che le sue dichiarazioni sono state trascritte in verbale redatto in forma riassuntiva.
Inoltre, secondo la consulente, i fatti esposti dalla bambina sarebbero più il frutto di una ricostruzione elaborata insieme agli adulti, più che un ricordo autonomo. La professoressa comunque si esprime in termini dubitativi sul fatto che la minore abbia realmente assistito all’omicidio. La difesa conclude chiedendo un sopralluogo in via Nizza, grazie al quale appurare che l’abitazione era priva di sistemi di sicurezza e quindi suscettibile di intrusioni da parte di chiunque. Linda Cappello
www.lecceprima.it
Sono ottantatré le persone chiamate a deporre davanti ai giudici per dimostrare l’innocenza di uno dei presunti assassini di Peppino Basile, il 19enne Vittorio Colitti junior. Nelle scorse ore gli avvocati difensori Francesca Conte e Roberto Bray hanno depositato la loro lista di testimoni, in previsione del processo che prenderà il via il prossimo 13 maggio davanti ai giudici del Tribunale per i minorenni. L’aveva già annunciato la difesa che la schiera di persone che avrebbero chiamato a sfilare in udienza sarebbe stata particolarmente lunga. Tra questi, compaiono molti residenti della zona di via Nizza, vicini di casa sia di Basile che dei Colitti; la moglie del defunto consigliere; il parroco don Stefano Rocca, e ancora gli amici di vecchia data di Peppino.
Tutti chiamati a riferire sui rapporti che intercorrevano tra la famiglia dei presunti assassini e Basile, al fine di dimostrare come le inimicizie paventate dagli inquirenti siano in realtà prive di fondamento. Nella lista compaiono anche molti appartenenti alle forze dell’ordine, sia dei carabinieri che della polizia, i quali probabilmente saranno chiamati a deporre anche dall’accusa. Ma soprattutto si punta sulle due consulenze di parte: quella dell’ex comandante dei Ris di Parma Luciano Garofano, e della dottoressa Laura Volpini, docente di Psicologia forense all’università “La Sapienza “di Roma. Le loro perizie, a detta della difesa, mineranno le fondamenta del quadro accusatorio.
L’ex colonnello si è occupato di ricostruire della scena del crimine, sostenendo come sia stata irreparabilmente inquinata al momento del delitto. La docente invece si è occupata di valutare l’attendibilità della bambina che ha confessato agli inquirenti di aver assistito all’omicidio riconoscendo i Colitti, nonno e nipote, come gli autori. Secondo la consulente, le dichiarazioni della piccola non potrebbero avere una valenza probatoria.
Secondo la Volpini, nel corso dell’ascolto rivelatore del 29 ottobre alla presenza del pubblico ministero Filoni la piccola sarebbe stata sentita senza gli opportuni accorgimenti che vengono di norma utilizzati per i minori. L’attendibilità delle risposte sarebbe stata compromessa anche dal fatto che le sue dichiarazioni sono state trascritte in verbale redatto in forma riassuntiva.
Inoltre, secondo la consulente, i fatti esposti dalla bambina sarebbero più il frutto di una ricostruzione elaborata insieme agli adulti, più che un ricordo autonomo. La professoressa comunque si esprime in termini dubitativi sul fatto che la minore abbia realmente assistito all’omicidio. La difesa conclude chiedendo un sopralluogo in via Nizza, grazie al quale appurare che l’abitazione era priva di sistemi di sicurezza e quindi suscettibile di intrusioni da parte di chiunque. Linda Cappello
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