mercoledì 21 aprile 2010

VINCITORI E VINTI NELLA PUGLIA 2010 (49) - IDV IN ATTESA, TENSIONI ANCHE NEL PD

Tratto dal Sito Internet
www.lagazzettadelmezzogiorno.it
Se il Pd è in fibrillazione e rischia di vedersi ridurre la propria delegazione di governo nella nuova giunta che Nichi Vendola si appresta a nominare, il nodo più difficile da sciogliere, nella partita a scacchi per la composizione del nuovo governo, si chiama probabilmente Lorenzo Nicastro. Sul pm in aspettativa eletto in consiglio regionale, infatti, l’Italia dei Valori sta puntando tutte le sue carte per il confronto politico che terrà con Vendola nelle prossime ore. Ma la partita, nata da un’intesa che i ben informati giurano essere stata raggiunta dal leader Antonio Di Pietro direttamente col governatore quando era ancora candidato, potrebbe riservare molti ostacoli. Innanzitutto le critiche arrivate, questa volta, non solo dagli ambienti del centrodestra ma dalla stessa Associazione nazionale dei magistrati Anm, che ha stigmatizzato la candidatura di magistrati nel territorio in cui hanno operato (tra l’altro, nel caso di Nicastro, anche sulle attività della stessa Regione). Quindi i moniti lanciati dagli stessi vertici del Csm e gli appelli a legiferare sulla materia. Insomma, un clima per nulla favorevole alle pre-intese che l’Idv avrebbe già raggiunto con Vendola. Non solo: ci si è messa di mezzo la questione dell’impegno sottoscritto dai candidati Idv con il partito a rinunciare alla carica elettiva in caso di nomina in giunta, onde evitare il «doppio incarico».
Per Nicastro, nel caso improbabile che l’Idv non conceda la deroga, sarebbe un brutto affare: la rinuncia alla carica elettiva comporterebbe la fine dell’aspettativa ottenuta dal Csm (legata, appunto, a funzioni elettive e non amministrative) e il rischio di dover tornare al lavoro nella Procura di un’altra regione. Unica via d’uscita, in quel caso, che il Csm gli conceda il «fuori ruolo», ovvero la funzione di magistrato non in esercizio. Difficoltà, queste, che potrebbero indurre Vendola, già indotto a chiedere all’assessore uscente Tommaso Fiore di restare alla Sanità, a rivedere l’intesa con l’Idv, assegnando ai dipietristi un assessore più «leggero» nel nuovo governo. E, in questo caso, nella corsa alla giunta potrebbe avere la meglio Giacomo Olivieri, il più suffragato dei dipietristi.
I temi saranno al centro del confronto tra Vendola e la delegazione Idv (composta dal coordinatore regionale Pierfelice Zazzera e dai membri dell’esecutivo nazionale Ignazio Messina e Maurizio Zipponi). Problemi anche in casa Pd. Tramontata l’ipotesi di un ingresso in giunta del segretario Sergio Blasi, il partito rischia di frantumarsi sia sui nomi che sui temi da proporre nel nuovo governo Vendola. Dopo la sollecitazione di Gero Grassi (area Franceschini) a porre la famiglia al centro e perfino nel nome dell’assessorato ai Servizi sociali, si leva la voce di Enrico Fusco (area Marino): la scelta potrebbe solo «aiutare ad essere ancora più simili alla destra e facilitare le alchimie della politica, incarnando il pretesto da offrire per l'alleanza con l'Udc. E se così fosse, avremmo già dimenticato la lezione delle primarie e la bocciatura da parte degli elettori del centro-sinistra pugliese della linea politica di D'alema». Piuttosto, dice l’ex presidente Arcigay, lo si declini al plurale (famiglie).
(b. mart.)

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