venerdì 30 aprile 2010

LA SECONDA ONDATA DELLA CRISI FINANZIARIA

29 Aprile 2010
Di Piergiorgio Gawronski
Tratto dal Sito Internet
www.italiadeivalori.antoniodipietro.com
La seconda ondata della crisi finanziaria globale è in arrivo. Questa volta, l’epicentro siamo noi. Gravissime le responsabilità di Tremonti.
E’ in arrivo la arci-prevista seconda ondata della Grande Crisi Finanziaria iniziata nel 2008. La fragilità finanziaria, nell’ultimo anno, non è scomparsa: è un po’ diminuita nelle grandi banche internazionali, ma solo perchè altri soggetti (per lo più pubblici) se ne sono fatti carico (direttamente, con i salvataggi, o indirettamente, tramite il calo delle entrate fiscali). Ora sono sotto tiro i titoli del debito pubblico non solo della Grecia, ma anche dell’Italia. Ieri il differenziale dei tassi del debito pubblico italiano rispetto ai titoli del debito tedeschi è schizzato oltre i 100 punti base: il trend degli ultimi giorni mette paura.
Chiariamo subito che Tremonti e Berlusconi hanno una ENORME responsabilità in questi fatti. Sono loro che nel 2003-05 hanno fatto letteralmente saltare il Patto di Stabilità Europeo (che bene o male, nonostante i trucchi contabili e la finanza creativa di diversi paesi, teneva a freno i deficit europei). Nessuno più di quei due ha aperto alla Grecia un’autostrada… verso il disastro. Sono ancora loro che qui in Italia - da quando è esplosa la crisi finanziaria globale - hanno scelto di non fare nulla, aspettando che “passasse la nottata”: così il nostro paese arriva impreparato al momento più difficile.
Berlusconi, Tremonti, Brunetta, Scajola… avrebbero potuto far passare in Parlamento le riforme necessarie al risanamento strutturale del bilancio pubblico, così da mettere i titoli del debito al riparo da ogni crisi di fiducia, e quindi al riparo dalla speculazione. I sacrifici e le riforme necessarie, votate in Parlamento, sarebbero entrati automaticamente in vigore solo a crisi finita, fra tre-quattro anni. (Sacrifici che avrei voluto soprattutto a carico della classe politica, ormai confusa e complice con l’alta burocrazia, una elité che sta succhiando il sangue a questo paese, come ha evidenziato - fra gli altri - lo scandalo della Protezione Civile).
Al contrario, le destre italiane hanno seguito la strada opposta, quella sbagliata.
1. Finanza allegra e creativa negli anni buoni.
2. Rigidità di bilancio proprio in quei due-tre anni di crisi (2008-10) nei quali l’economia andava sostenuta (e ogni soldo speso dallo stato avrebbe procurato ritorni altissimi, anche in termini di entrate fiscali).
3. Nessun intervento sui trend di lungo periodo della spesa pubblica. Al contrario, un magna magna generale, e l’attenzione distolta dalle leggi ad personam, o da maldestri tentativi di riforme istituzionali volte a aumentare l’opacità e i poteri della “casta” politica.
4. A ciò aggiungiamo il ruolo delle destre sia italiane che mondiali nella deregulation (vedi depenalizzazione del falso in bilancio in Italia; ecc.) hanno avuto nel favorire negli anni di Bush la fragilità finanziaria.
5. E aggiungiamo il nefasto ruolo della Merkel nel procrastinare l’aiuto Europeo alla Grecia mentre il fuoco greco già si stava propagando. Sicché ora è diventato un incendio molto più difficile da spegnere: pura incompetenza? (la destra, si sà, disprezza gli economisti, la cultura, l’alta competenza: “ghe pensi mi!”) Cinico calcolo elettorale?
Comunque sia, ora noi tutti ci apprestiamo a pagarne le conseguenze.

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