giovedì 26 novembre 2009

SPECIALE / LA SVOLTA DELL'OMICIDIO BASILE (9) - LA TESTIMONE OCULARE HA SOLO 7 ANNI

Tratto dal Sito Internet
www.lagazzettadelmezzogiorno.it
Nessun movente politico, nessuna questione di donne: semplicemente, e tragicamente, una lite tra vicini di casa aggravata forse da vecchi rancori. Per questo motivo, la notte tra il 14 e il 15 giugno 2008, sarebbe stato ucciso sotto casa con 24 coltellate il consigliere comunale di Ugento e consigliere provinciale di Lecce dell’Italia dei Valori Giuseppe Basile.

Diciassette mesi dopo il delitto, polizia e carabinieri hanno arrestato i presunti autori, Vittorio Colitti, di 66 anni, e suo nipote Vittorio Luigi Colitti, ex studente di 19 anni all’epoca dei fatti poco più che diciassettenne.
Sono entrambi vicini di casa di Basile, abitano in quello che il procuratore presso il tribunale per i minorenni di Lecce, Aldo Petrucci, ha definito «il piccolo mondo di via Nizza», la strada del delitto. Nonno e nipote sono accusati di omicidio volontario e detenzione e porto illegale di arma bianca, il coltello usato per uccidere Basile e mai trovato. Per Vittorio Colitti, ora detenuto a Lecce, l’ordinanza di custodia cautelare è stata firmata dal gip del tribunale di Lecce Antonio Del Coco su richiesta del pm Giovanni De Palma. Per Vittorio Luigi, ex studente dell’istituto professionale di Ugento, il provvedimento è stato emesso dal gip del tribunale per i minorenni di Lecce Cinzia Vergine, richiesto dal pm Simona Filoni. Il giovane, che era già indagato da mesi per false dichiarazioni al pm, è rinchiuso nel carcere minorile Fornelli di Bari.
Nonno e nipote, ha spiegato il procuratore di Lecce, Cataldo Motta, sarebbero stati incastrati dalle testimonianze di due minorenni, una bimba che oggi ha sette anni e un suo parente, di poco più grande, anche loro residenti in via Nizza. Deposizioni supportate da accertamenti e pare anche da intercettazioni.
Quella notte la bimba si sarebbe svegliata sentendo invocazioni di aiuto provenire dalla strada, avrebbe preso una sedia per guardare alla finestra e avrebbe visto due uomini che aggredivano una terza persona. La bimba avrebbe riconosciuto tutti; la nonna, svegliatasi anche lei, lo avrebbe confermato intimando però alla piccola di stare zitta e non dire nulla a nessuno. Qualcosa di simile, ma in maniera meno diretta, avrebbe visto anche l’altro bimbo, pure lui vittima del silenzio imposto dai suoi famigliari.
La realtà, secondo l’accusa, è che quella notte Vittorio Luigi Colitti ebbe un litigio con Basile. Nonno Vittorio sarebbe sceso in strada impugnando un coltello e, mentre il nipote lo tratteneva, avrebbe inferto con impeto i 24 fendenti. Poi i due Colitti sarebbero rientrati a casa, due appartamenti distinti nello stesso immobile in via Nizza, portando con sè un segreto terribile per 17 mesi.

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