lunedì 14 dicembre 2009

SPECIALE / LA SVOLTA DELL'OMICIDIO BASILE (19) - GIUDICE: "CONVINCENTE BABY TESTIMONE"

Le dichiarazioni della bambina
che dice di aver visto i Colitti
uccidere il consigliere
sono considerate attendibili
da Nicola Lariccia.
I motivi per cui è stata rigettata
l'istanza di scarcerazione.
14 Dicembre 2009
Tratto dal Sito Internet
www.lecceprima.it
Le dichiarazioni della bambina che dice di aver visto i Colitti uccidere Peppino Basile sono “convincenti”: questo l’aggettivo usato dal giudice Nicola Lariccia nella prima delle nove pagine in cui sono contenute le motivazioni con le quali ha rigettato l’istanza di scarcerazione per Vittorio Colitti senior, presentata dagli avvocati Francesca Conte e Paolo Pepe. Il giudice controbatte punto per punto alle argomentazioni difensive presentate dai legali, per poi accogliere la tesi accusatoria edificata dalla Procura. Il giudice parla per prima cosa delle dichiarazioni della bimba: il racconto della minore appare “esente da censure di ordine logico”, supportato da una “descrizione dettagliata e da disegni illustrativi”; inoltre, appare evidente che la prima volta che è stata interrogata, in casa dei nonni, la piccola aveva taciuto in quanto era stata suggestionata dall’ambiente familiare, poiché la nonna le aveva detto di non parlare con nessuno del “fatto brutto”.
Lei, la nonna, in ottimi rapporti con i Colitti per il bene dei quali avrebbe taciuto agli inquirenti quanto le era a conoscenza: sintomatico, in questo senso, il fatto che la donna, mentre confortava la moglie di Vittorio Colitti al momento del suo arresto, le avrebbe detto con sguardo assente che presto sarebbe toccato anche a lei. E poi ancora: la mancanza di autovetture al momento del delitto potrebbe indicare che gli assassini abitassero nei paraggi, le versioni contraddittorie rese agli inquirenti dai Colitti. Il giudice dice anche che le altre piste dell’indagine, la politica e la vita privata di Basile, siano state battute a fondo e non abbiano evidenziato nulla che potesse ricollegarle all’omicidio.
Si parla anche di quell’automobile, di quella Opel Corsa grigia sulla cui presenza nella scena del crimine la difesa aveva insistito: per il Tribunale, dato che l’orario in cui sarebbe stata vista non corrisponde a quello dell’omicidio, ha un “significato indiziario evanescente”. La testimonianza della donna straniera, l’unica a parlare di acredini con i Colitti, è ritenuta attendibile poiché Basile era un tipo introverso e non avrebbe mai parlato dei fati suoi con gente del suo stesso paese; inoltre i legami tra Colitti e Basile, ritenuti “compari”, non riguardavano direttamente l’ex consigliere dell’italia dei valori bensì la moglie dalla quale si era poi separato.

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