lunedì 28 dicembre 2009

DENTRO IL NATALE 2009 (38) - IL PAPA PRESENTA LA SPERANZA DI GESU' A UN MONDO IN CRISI NEL SUO MESSAGGIO IN OCCASIONE DEL NATALE

25 dicembre 2009
Tratto da ZENIT.org
Benedetto XVI ha presentato nel suo messaggio di Natale la speranza rappresentata dalla nascita di Dio fatto uomo, Gesù, a un'umanità che sente ancora la morsa della crisi economica, sociale e morale.
Il messaggio, pronunciato a mezzogiorno dalla loggia della facciata della Basilica vaticana, prima di porgere i suoi auguri per il Natale in 65 lingue e di impartire la benedizione "Urbi et Orbi", è stato ascoltato e applaudito da decine di migliaia di persone riunite in Piazza San Pietro.
La Chiesa, ha dichiarato, "offre al mondo Gesù, il Figlio, che Lei stessa ha ricevuto in dono, e che è venuto a liberare l'uomo dalla schiavitù del peccato".
"Non lo tiene per sé: lo offre a quanti lo cercano con cuore sincero, agli umili della terra e agli afflitti, alle vittime della violenza, a quanti bramano il bene della pace".
In questo modo, rivolgendosi alla "famiglia umana profondamente segnata da una grave crisi economica, ma prima ancora morale, e dalle dolorose ferite di guerre e conflitti", ha dichiarato che la Chiesa torna a presentare nel Bambino di Betlemme "la nostra speranza".
Il Papa ha applicato questo messaggio in primo luogo alla Terra Santa, "per invitare i suoi abitanti ad abbandonare ogni logica di violenza e di vendetta e ad impegnarsi con rinnovato vigore e generosità nel cammino verso una convivenza pacifica".
Si è poi rivolto agli altri Paesi del Medio Oriente con questa domanda: "Come non pensare alla tribolata situazione in Iraq e a quel piccolo gregge di cristiani che vive nella Regione?".
"Esso talvolta soffre violenze e ingiustizie ma è sempre proteso a dare il proprio contributo all'edificazione della convivenza civile contraria alla logica dello scontro e del rifiuto del vicino".
Il Vescovo di Roma ha poi ripercorso le situazioni mondiali auspicando che in ogni angolo del pianeta risuoni il messaggio che Cristo porta a Natale.
Il suo pensiero è andato allo Sri Lanka, alla Penisola coreana e alle Filippine per essere "lievito di riconciliazione e di pace".
Nel continente africano, ha implorato "la fine di ogni sopruso nella Repubblica Democratica del Congo", ha invitato "i cittadini della Guinea e del Niger al rispetto dei diritti di ogni persona ed al dialogo" e ha chiesto a quelli del Madagascar "di superare le divisioni interne e di accogliersi reciprocamente", sottolineando che la Chiesa "a tutti ricorda che sono chiamati alla speranza, nonostante i drammi, le prove e le difficoltà che continuano ad affliggerli".
In Europa e in Nordamerica, il messaggio del Natale invita a "superare la mentalità egoista e tecnicista, a promuovere il bene comune ed a rispettare le persone più deboli, a cominciare da quelle non ancora nate".
Il Papa ha poi menzionato la situazione in Honduras, incoraggiando a "riprendere il cammino istituzionale", e quella di tutta l'America Latina, per lanciare un "appello al rispetto dei diritti inalienabili di ogni persona ed al suo sviluppo integrale", trasformandosi in "annuncio di giustizia e di fraternità, fonte di unità".
"In una parola - ha concluso -, la Chiesa annuncia ovunque il Vangelo di Cristo nonostante le persecuzioni, le discriminazioni, gli attacchi e l'indifferenza, talvolta ostile, che - anzi - le consentono di condividere la sorte del suo Maestro e Signore".
Porgendo i propri auguri in italiano, il Papa ha poi detto: "Buon Natale agli abitanti di Roma e dell'intera Italia! La nascita di Cristo rechi in ciascuno nuova speranza e susciti generoso impegno per la concorde costruzione di una società più giusta e solidale. Contemplando la povera e umile grotta di Betlemme, le famiglie e le comunità imparino uno stile di vita semplice, trasparente e accogliente, ricco di gesti di amore e di perdono".

Nessun commento: