martedì 4 agosto 2009

DECRETO ANTI-CRISI: LA MAXI BUFALA - TERZA ED ULTIMA PARTE

Problemi “procedurali” e costituzionali
Siamo in presenza di un decreto-legge che il Presidente della Repubblica ha inizialmente emanato, esercitando, dal suo punto di vista, il vaglio di legittimità costituzionale.
Ma oggi il Presidente della Repubblica si troverà di fronte un provvedimento che è totalmente stravolto rispetto a quello che ha sottoscritto.
Si introducono una sanatoria che riguarda le badanti (e quindi la legge sull'immigrazione appena varata), una sanatoria che riguarda il rientro dei capitali dall'estero (dove si trovano a seguito di evasione conclamata) e una riforma delle pensioni.
Il Presidente della Repubblica si è espresso in un certo modo con una lettera dello scorso 15 luglio e il Presidente del Consiglio ha fatto una dichiarazione di acquiescenza rispetto alle dichiarazioni del Presidente della Repubblica.
Oggi siamo di fronte ad un atto che è in totale contrasto con quelle dichiarazioni.
Allora, a mio avviso, i casi sono due. Posto che questo provvedimento sarà sottoposto al vaglio del Presidente della Repubblica, qualcuna delle due istituzioni ne uscirà con le ossa rotte: se il Presidente della Repubblica lo promulgherà, lo farà in contrasto con una lettera che ha scritto quindici giorni fa; viceversa, se lo rinvierà alle Camere, sarà il Governo che dovrà rispondere al Parlamento e al Paese per le macroscopiche violazioni costituzionali.
La sanatoria per le badanti
e la riforma delle pensioni
Con un emendamento del Governo in Commissione è stata introdotta la sanatoria per colf e badanti.
Ci sta bene.
O meglio: ci sarebbe andato bene se il provvedimento non avesse previsto due pesi e due misure. Infatti, per regolarizzare le colf, il datore di lavoro dovrà dimostrare di avere un reddito imponibile non inferiore a 20mila euro se single o 25mila euro in caso di nucleo familiare.
Così, però, si dà la possibilità di avere assistenza solo alle persone e alle famiglie che hanno un reddito decente. E coloro che guadagnano meno? E i poveri? Perché queste persone non devono avere assistenza?
Terremotati Abruzzo
Dal primo gennaio del 2010 i terremotati abruzzesi dovranno ricominciare a pagare, in rate di 24 mesi, i tributi e i contributi non versati dal 6 aprile al 30 novembre.
C’é un evidente discriminazione ai danni dei terremotati abruzzesi, e una diversa tipologia di trattamento rispetto a chi, nel passato, ha conosciuto la stessa disgrazia come le popolazioni delle Marche, dell’Umbria e del Molise. Infatti, i terremotati d'Abruzzo saranno chiamati subito a pagare le imposte e le tasse non versate.
Abbiamo appreso stamattina che il ministro Tremonti si sarebbe convinto a disporre il rinvio anche per l’Abruzzo. Si, ma da quando? Come? E dove?
E’ assurdo approvare una legge mentre si dice che è sbagliata e che bisogna cambiarla. O meglio, non è assurdo: è solo l’ennesima truffa!
Class action
L'entrata in vigore della nuova disciplina sulla class action è stata rinviata al primo gennaio 2010. Si tratta dell’ennesima proroga di un istituto che avvantaggerebbe i cittadini, ma che, evidentemente, va contro una serie di “poteri forti” che lo Stato intende tutelare.
Conclusioni
Queste e non solo queste sono le ragioni per cui noi di IdV voteremo contro questa legge.
Voteremo contro anche per ribadire la nostra contrarietà al Suo modo settario e piduista di governare, Sig. Presidente del Consiglio, e anche al Suo modo di essere, che riteniamo lesivo dell’onore e del decoro del nostro Paese e della credibilità delle nostre Istituzioni.
3-FINE

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