martedì 4 agosto 2009

DECRETO ANTI-CRISI: LA MAXI BUFALA - SECONDA PARTE

La politica dei condoni
L’unico strumento che Lei, Presidente Berlusconi, sa immaginare per affrontare la crisi economica è la politica dei condoni.
Anche questa volta, infatti, Lei, con la scusa che allo Stato servono soldi, ne approfitta per aiutare i criminali a “lavare” il denaro sporco e ad assicurare loro l’impunità (anche per Lei, visto che di fondi neri occultati in banche compiacenti e paesi offshore se ne intende benissimo, come dimostra la sentenza Mills e il conto All Iberian a Lei facente capo).
Né si venga a dire che sono esclusi dal condono i proventi di reato!
Come si fanno a scoprire i reati se, ogni volta che una persona viene presa con le mani nel sacco, basta che questa faccia vedere una “ricevutina bancaria” in cui si dice che ha fatto il “condono” e che quindi nei suoi confronti non si può procedere?
I reati di riciclaggio sono scoperti e provati dopo che vengono trovati i soldi illeciti ma, se prima li si passa nella “lavatrice dello scudo fiscale”, i reati non potranno mai essere scoperti.
Un esempio? La norma sul condono prevede che non è necessario dimostrare come sono stati portati i soldi all'estero e, contestualmente, non si precisano i limiti del reddito sul quale è calcolato il 5 per cento d’imposta da pagare per il rientro del denaro occultato.
E allora accade che chiunque compia un intervento, anche minimale, di rientro di capitali si cauteli -insomma si faccia un “autocertificato di buona condotta- in modo che non possa avere più accertamenti né gli possa essere contestata alcuna dichiarazione infedele, né qualsiasi altro reato, nemmeno quello di riciclaggio (che presuppone, appunto, la prova della provenienza criminale, prova che è inibita accertare dalla norma che state approvando).
Insomma di fatto, Sig. Presidente del Consiglio che non c’è, Lei sta facendo un’altra amnistia, un condono totale e tombale per molti, moltissimi contribuenti che hanno conti aperti o che, in questo momento, hanno evasioni rilevanti in essere. Il tutto mentre anche Lei e molti amici e sodali suoi siete tutt’ora sotto processo per reati simili!
L’intervento sulla Corte dei Conti
E che dire dello “scherzetto” che Lei, Berlusconi, ha riservato alla Corte dei Conti?
Nel decreto viene stabilito che l'azione è esercitabile dal Pubblico ministero contabile solo in presenza di una “specifica e precisa notizia di reato” e solo qualora il danno stesso sia stato cagionato per dolo o colpa grave.
Insomma, i comportamenti che non causano un danno erariale in termini di nocumento diretto al bilancio dell'amministrazione o dell'ente non sono perseguibili.
Ma come si fa a sapere se ci sia “dolo o colpa grave” o se ci sia o meno un “danno erariale” se prima non si indaga?
E perché mai i “danni morali e di immagine” alla Pubblica amministrazione commessi da un funzionario o tramite una dichiarazione infedele non devono essere perseguiti?
Ma soprattutto: perché mai la norma dovrebbe valere anche per i comportamenti passati e per i processi già in corso? Oddio, a questa domanda è più facile rispondere: per coprire, come al solito, con la solita leggina ad personam, qualche azienda di famiglia o qualche Suo sodale di affari, sig. Presidente del Consiglio.
La Corte dei Conti, come sancito dalla nostra Costituzione, è un “organo di autogoverno” che non può e non deve in alcun modo subire le interferenze dell’Esecutivo. Lei, invece, Presidente Berlusconi, vuole sottometterla ai Suoi poteri e ai Suoi bisogni, così come ha fatto e sta continuamente tentando di fare con la magistratura ordinaria.
Ma questo è contro la Costituzione e a noi di IdV non resta che appellarci, ancora una volta, al Presidente della Repubblica affinché fermi questo continuo scempio della legalità con un’azione forte e decisa (e non più solo con un messaggio che a Lei, Presidente Berlusconi, entra da un orecchio ed esce da un altro, senza lasciare traccia).
La politica energetica
Per noi dell’IdV, un’altra “nota dolente” del decreto anti-crisi riguarda le norme in materia di energia.
Contestiamo innanzitutto il ritorno alle famigerate centrali nucleari che riteniamo pericolose per la salute e per l’ambiente, in quanto hanno una tecnologia obsoleta, sono costose e di difficile realizzazione sul nostro accidentato e disastrato territorio. Insomma il gioco non vale la candela!
Consideriamo poi inaccettabile che il ministero dell’Ambiente venga del tutto esautorato dal suo ruolo di controllo e prevenzione.
Lo stesso ministro Prestigiacomo ha dichiarato: "Sono incredula, vivo quello che e' successo come una prepotenza e un'arroganza. C’è la chiara volontà di violare e spostare i centri decisionali". Il ministro ha inoltre dichiarato di aver parlato con i propri colleghi e di non aver avuto “risposte convincenti”.
2-Continua

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