L’IPOTESI DELL’AMMINISTRAZIONE
DI CEDERE LA QUOTA PUBBLICA
PER RISANARE I CONTI.
TUNDO: “8 ANNI PER ATTIVARLA,
TUNDO: “8 ANNI PER ATTIVARLA,
9 MESI PER PERDERLA”.
CRITICO ANCHE SCARCELLA (IDV)
Tratto da “La Gazzetta del Mezzogiorno-Lecce”
del 14 marzo 2010
La storia infinita legata alla farmacia comunale si arricchisce di un nuovo capitolo. Sulle quote di proprietà pubblica (il 51% dell’intero capitale) ha riversato le proprie attenzioni l’amministrazione comunale, impegnata dopo l’approvazione del bilancio di previsione per il 2010 a rendere effettiva l’intenzione del risanamento dei conti.
Se non dovesse andare a buon fine il progetto primario, che prevede l’accesso a mutui, l’alternativa individuata dalla giunta guidata dal sindaco Roberto Falconieri per ripianare vecchi debiti diventa proprio l’alienazione delle quote pubbliche della farmacia.
In attesa degli eventi, le opposizioni consiliari già mettono i primi paletti. In un volantino diffuso in questi giorni in paese, il centrodestra di “Melissano Cambia”, guidato da Roberto Tundo traccia la recente cronistoria che ha portato alla costituzione della farmacia.
Le minoranze chiedevano che la gestione fosse a totale carico del comune; la maggioranza invece ha optato per la compartecipazione pubblico-privato.
“Ci sono voluti otto anni per attivare la struttura - dice Tundo - ed appena nove mesi per venderla”.
Sulla stessa linea la posizione dell’Italia dei Valori, altra forza di opposizione, rappresentata in consiglio comunale dall’ex assessore Stefano Scarcella.
“Falconieri ha costruito intere campagne elettorali sulla seconda farmacia di Melissano - sostiene Scarcella - ed oggi invece matura l’idea di annullare una fonte di guadagno importante, anche se l’attivo non è stato ancora realizzato per una serie di contingenze. Legate, per esempio, agli alti costi, evitabilissimi, necessari per garantire il servizio”.
CRITICO ANCHE SCARCELLA (IDV)
Tratto da “La Gazzetta del Mezzogiorno-Lecce”
del 14 marzo 2010
La storia infinita legata alla farmacia comunale si arricchisce di un nuovo capitolo. Sulle quote di proprietà pubblica (il 51% dell’intero capitale) ha riversato le proprie attenzioni l’amministrazione comunale, impegnata dopo l’approvazione del bilancio di previsione per il 2010 a rendere effettiva l’intenzione del risanamento dei conti.
Se non dovesse andare a buon fine il progetto primario, che prevede l’accesso a mutui, l’alternativa individuata dalla giunta guidata dal sindaco Roberto Falconieri per ripianare vecchi debiti diventa proprio l’alienazione delle quote pubbliche della farmacia.
In attesa degli eventi, le opposizioni consiliari già mettono i primi paletti. In un volantino diffuso in questi giorni in paese, il centrodestra di “Melissano Cambia”, guidato da Roberto Tundo traccia la recente cronistoria che ha portato alla costituzione della farmacia.
Le minoranze chiedevano che la gestione fosse a totale carico del comune; la maggioranza invece ha optato per la compartecipazione pubblico-privato.
“Ci sono voluti otto anni per attivare la struttura - dice Tundo - ed appena nove mesi per venderla”.
Sulla stessa linea la posizione dell’Italia dei Valori, altra forza di opposizione, rappresentata in consiglio comunale dall’ex assessore Stefano Scarcella.
“Falconieri ha costruito intere campagne elettorali sulla seconda farmacia di Melissano - sostiene Scarcella - ed oggi invece matura l’idea di annullare una fonte di guadagno importante, anche se l’attivo non è stato ancora realizzato per una serie di contingenze. Legate, per esempio, agli alti costi, evitabilissimi, necessari per garantire il servizio”.
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