martedì 16 marzo 2010

BERLUSCONI E' INDAGATO / SANTORO A TRANI: "IO VADO AVANTI" - PRESIDIO ALLA PROCURA DI TRANI, L'IDV IN DIFESA DEI PM

Il presidente del Consiglio dei ministri, Silvio Berlusconi, è indagato dalla procura di Trani nell'inchiesta Rai-Agcom per «concussione e minacce». Per il commissario dell'Agcom (nonché ex dipendendente del "biscione"), Giancarlo Innocenzi, l'accusa è favoreggiamento; il direttore del Tg1, Augusto Minzolini, invece, è indagato per «rivelazioni inerenti a un procedimento penale».
Oggi attesi a Trani gli ispettori del ministro della Giustizia, Angelino Alfano. In tarda mattinata è arrivato in procura Michele Santoro, che nel corso della sua audizione come persona informata sui fatti, porterà molte carte che confermerebbero le pressioni dell'Authority su «Annozero». Ai giornalisti presenti si è limitato a dire: «Io vado avanti».
Di Antonello Norscia
Tratto dal Sito Internet
www.lagazzettadelmezzogiorno.it
La giornata della richiesta di informazioni sull’inchiesta della Procura di Trani che lo riguarda - da parte del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi - e della seguente conferma giornalistica delle ipotesi d’accusa a suo carico è stata scandita da iniziative dell’Idv.
All’ingresso del Palazzo di giustizia della città pugliese una pattuglia dell’Idv aspettava l’arrivo degli ispettori del ministro della Giustizia Angelino Alfano, avversario politico, il cui invio era stato annunciato per scoprire eventuali irregolarità nel lavoro degli inquirenti.
L’Idv ha quindi comunque «presidiato» l’arrivo non degli ispettori - che dovrebbero arrivare oggi - bensì dell’avvocato di Berlusconi. Sull’iniziativa del Guardasigilli duro intervento di Luigi de Magistris, eurodeputato dell’Italia dei Valori.
«La decisione di Alfano di inviare gli ispettori presso la Procura di Trani - ha detto de Magistris, già magistrato titolare dell’inchiesta su Prodi e Mastella in Calabria - rappresenta un’entrata a gamba tesa inaccettabile e lesiva della separazione democratica dei poteri. Se nelle intercettazioni non c'è niente di penalmente rilevante, come sostengono i difensori anche politici di Berlusconi, lo dovrà stabile la magistratura, non certo Cicchitto, Ghedini o Alfano. Questa vicenda - aggiunge - racconta di un potere che aspira a controllare l’infor mazione per ridurre al sonno della ragione un intero Paese».
«Il ministro della Giustizia - prosegue - è il braccio operativo di Berlusconi e del tentativo di distruggere la magistratura. Il rapporto fra Governo e giustizia non rientra nella fisiologia democratica, perché presenta i tratti patologici dell’invasione dispotica di campo: l’esecutivo vuole affossare l’autonomia del potere giudiziario attraverso le leggi, mentre tenta di delegittimare la sua azione quando riguarda il premier».

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